EPC Class1/Gen2

 

LA TECNOLOGIA UHF: GLI STANDARD "DE FACTO" - NUOVI CHIP RFID UHF


 

Dal maggio 2007, anno in cui l'allora Ministro per le Telecomunicazioni Gentiloni ha provveduto alla liberalizzazione delle frequenze Rfid Uhf ad oggi, gli sviluppi in termini di tecnologia rfid al servizio delle applicazioni, hanno subito un rapido quanto finalmente atteso deciso incremento.

 

La "maschera" spettrale di potenza del segnale rfid uhf in Europa (linea rossa)

Confronto con quella per la banda rfid uhf in Italia, ante 07/2007 (linea bianca)


Ricordiamo che, i primi tag rfid uhf che vennero distribuiti in Italia, venivano comunemente descritti come EPC Class0 e di seguito EPC Class1/G1.
Essi furono i primi ad avere a disposizione il banco di memoria EPC (di 64bit) impiegabile per applicazioni di tracciabilità, logistica e anticontraffazione.

In seguito alla diffusione dello standard EPC Class1/Gen1, venne a farsi strada un nuovo standard, comunemente chiamato EPC Class1/Gen2 (dove Gen 2 sta appunto per Generation 2). Tali chip, dotati di memoria supplementare incrementata fino a 96 bit, hanno concesso di gestire ancora maggiori funzionalità, in termini di capacità di memorizzazione, funzioni di crittazione, password e possibilità di "eliminare" il tag, per questioni di privacy.

 





inlay rfid uhf epc c1/g2


Sulla scia dell'introduzione dello standard EPC Class1/G2, l'Impinj (SEATTLE - U.S.A.), produttore di chip rfid uhf, per applicazioni su etichette rfid, cominciò lo sviluppo della propria serie "MONZA", il cui nome preso a prestito dal circuito più veloce del circus della Formula 1, sta a significare le eccezionali prestazioni di suddetti chip, che vennero abbinate da Impinj stessa (ma successivamente anche da altri produttori di tag ed etichette rfid) su ad antenne rfid (inlay) realizzati per ottenere il massimo dal chip Impinj in termini di distanza di lettura e capacità di anticollisione.

MONZA 2
Nel giro di pochissimi mesi, Impinj uscì sul mercato con un'evoluzione del chip Monza, denominato appunto MONZA 2.

I vantaggi dell'impiego di tale chip, contribuirono a
  • Ridurre le dimensioni di antenna
  • Migliorare la distanza di lettura (+20%)
  • Rendere maggiormente insensibile il tag all'orientamento rispetto al lettore
MONZA 3
Ma questo ovviamente non fu sufficiente, e così nel 2009 Impinj lanciò la nuova serie MONZA 3, le cui caratteristiche consentirono di ottimizzare
  • Miglioramento delle prestazioni per applicazione di etichette rfid su metallo
  • Maggiore insensibilità alla presenza di liquidi - Migliorata distanza di lettura
  • Anticollisione evoluta MONZA 4 Lo stato dell'arte (Gennaio 2010), prevede l'uscita sul mercato del
MONZA 4
Per la prima volta consente di disporre di un microchip (da montare su etichette rfid) con due porte per due antenne separate.
Ciò si traduce nella possibilità di creare inlay (e quindi tag ed etichette rfid) con un reale effetto 3D, ovvero di estrema insensibilità all'orientamento.
Per molte applicazioni, l'orientamento del tag rispetto all'antenna del lettore rappresenta una sfida difficile da vincere.
Ciò è ben rappresentato dal grafico di sotto, che illustra il diagramma di radiazione di un antenna a dipolo, di un tag rfid con una antenna non omnidirezionale.



Si intuisce che un tag di questo tipo ha più punti ciechi, rappresentati dagli orientamenti dell'antenna trasmittente, perpendicolari ai suoi lobi di radiazione. Per questa ragione, con l'impiego dei "vecchi" MONZA 1-2-3, i produttori di inlay si inventarono strani quanto poco efficienti sistemi di allargamento dei lobi di radiazione, con disegni di antenna alquanto bizzarri.

un bizzarro disegno di antenna...

 

Comparando due diagrammi di radiazione, rispettivamente di un tag dotato di MONZA 4 e uno di MONZA 3, di nota come la risposta del primo sia totalmente priva di "buchi" di lettura, poichè il suo diagramma è quasi omnidirezionale. Ciò consente ai progettisti di antenne per inlay rfid uhf, di mantenere comunque piccoli fattori di forma per le antenna, concedendo di risparmiare alluminio per l'antenna, riducendo i costi.

 


 

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